Marco Bucci presidente della Liguria per meno di un punto percentuale, ma con la sonora bocciatura della sua città

Quando mancano meno di 100 sezioni, Andrea Orlando, riconoscendo la sconfitta, lo ha chiamato per fargli gli auguri di buon lavoro. A trascinare il centrodestra alla vittoria le percentuali quasi bulgare di Imperia e la difficoltà di andare ai seggi della gente dell’entroterra savonese, tradizionalmente a sinistra al contrario della costa, che sta facendo i conti coi danni dell’alluvione. Ma soprattutto le bizze di Conte che per ego(ismo) di partito ha impedito l’inclusione di Italia Viva e ha sfasciato il campo largo. A Genova-città, però il centrosinistra, al momento, è avanti di 8 punti e mezzo rispetto al centrodestra. E ora si apre la partita delle elezioni comunali per sostituire il Sindaco che diventa presidente della Liguria

Il primo a riconoscere che lo spoglio delle rimanenti 94 sezioni non avrebbe potuto ribaltare il risultato è stato il candidato del centrosinistra Andrea Orlando che ha chiamato lo sfidante per augurargli un buon lavoro, con quell’aplomb che è decisamente mancato alla campagna elettorale del centrodestra.
L’ha spuntata Marco Bucci, l’uomo del miracolo genovese del centrodestra, puntellato questa volta da Imperia (con gli straordinari risultati personali in termini di preferenze di Marco Scajola per Forza Italia, Alessandro Piana della Lega e Luca Hype Lombardi di Fratelli d’Italia) e da Giove Pluvio che ha allontanato la gente dell’entroterra rosso di Savona dai seggi. L’altro fattore che non ha permesso al centrosinistra di espugnare la Regione si chiama M5S, con il presidente nazionale Giuseppe Conte in lite col leader Beppe Grillo, che ha piegato le esigenze della coalizione a quelle del partito e ha sfasciato il campo largo puntando i piedi per non fare entrare Renzi e Italia Viva. A questo si aggiunge una lista pentastellata priva di leader capaci di conquistare l’elettorato. Il risultato, per il partito, è il disastroso tracollo dal 7,78 (già ben lontano dalle percentuali dei tempi d’oro) del 2020 all’attuale 4,57%.

Il margine del centrodestra, rispetto al centrosinistra e rispetto alle regionali del 2020, si è fortemente ridotto. All’epoca la compagine guidata da Giovanni Toti portò a casa il 56,13% a fronte del 48,74% che (quando ancora lo spoglio non è finito) ottiene oggi quella guidata da Bucci: quasi 7 punti e mezzo persi per strada.
Alla Spezia ha vinto Orlando (in casa, visto che è spezzino), con un 50,42% a 46,03% quando mancano solo 17 sezioni alla fine dello spoglio.
Ma dove il centrodestra ha perso di più è l’area metropolitana di Genova e, ancora di più, il Comune di Genova. Per dirla in soldoni, se si fosse trattato di un’elezione comunale l’armata di Bucci avrebbe dovuto cedere la città al centrosinistra.
Nella città metropolitana il centrodestra (al momento in cui scriviamo, quando manca ancora una manciata di seggi) è sotto di quasi 2 punti e mezzo rispetto al centrosinistra e nel solo territorio comunale è sotto di quasi 8 punti e mezzo: un giudizio severo degli elettori genovesi, che meglio conoscono gli effetti del lavoro del Primo Cittadino ormai uscente e della sua squadra, nei confronti del Sindaco-manager e della sua compagine. È è con questa roboante dimostrazione di sfiducia della città che il centrodestra (che non potrà più contare sul Bucci-salva-elezioni) si avvia alle consultazioni comunali che si terranno tra qualche mese, con la giunta di una città nella cartina delle Regionali quasi completamente colorata di rosso che, nel frattempo, resta in mano al vicesindaco Pietro Piciocchi. E c’è già odore di derby per la candidatura tra lui e la totiana Ilaria Cavo.



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